Fondo Raccolta Stendhaliana Pincherle

BRUNO PINCHERLE (Trieste 1903-1968) medico pediatra e studioso stendhaliano svolse anche un’intensa attività politica che, durante il periodo fascista, gli procurò diffide, arresti e la detenzione in campo di concentramento. Nel 1921 a Firenze si iscrisse alla facoltà di medicina; frequentò anche il corso sulla Rivoluzione francese tenuto da Gaetano Salvemini e attraverso alcuni suoi allievi entrò in contatto con l’ambiente antifascista. Conobbe Nello e Carlo Rosselli, Ernesto Rossi, Nello Traquandi, Dino Vannucci, Alessandro Levi, Piero Calamandrei e Gaetano Pieraccini, partecipò al giornale “Non mollare” fondato nel 1925 e il 10 giugno di quell’anno subì il primo arresto. Nel 1927 si laureò e nello stesso anno conseguì a Padova l’abilitazione al libero esercizio della professione medica. Si trasferì a Genova e lavorò come assistente volontario nella Clinica medica, allora diretta da Nicola Pende. Il suo impegno politico attirò nuovamente l’attenzione della polizia e il 27 aprile 1928 venne arrestato con l’accusa di essere un aderente alla Giovane Italia. Tradotto a Milano nel carcere di San Vittore, dove erano concentrati circa 300 antifascisti provenienti da tutta Italia, fu rilasciato dopo una detenzione di una quarantina di giorni e mandato a Trieste con foglio di via obbligatorio. Per la difficoltà a trovare lavoro decise di perfezionare gli studi e si recò a Vienna dove frequentò anche gli ambienti socialisti. Aderì poi al movimento Giustizia e Libertà fondato nel 1929 a Parigi da Carlo Rosselli. Rientrato in Italia, nel 1933 conseguì a Milano la specializzazione in pediatria. Nel 1938 a seguito delle leggi razziali fu costretto a lasciare l’incarico in ospedale; arrestato il 18 giugno 1940 insieme al fratello Gino, fu inviato prima a Campagna in provincia di Salerno e poi a Sforzacosta vicino a Macerata, dove rimase con il fratello fino al 1941. A Milano, nel settembre dello stesso anno, entrò in contatto con Ferruccio Parri ed Ugo La Malfa e a Trieste insieme a Chino Alzetta cercò contatti con il movimento partigiano sloveno. Aderì poi al Partito d’Azione e scrisse su “L’Italia libera” che diresse dal 1944 al 1945. Nel 1945 a Trieste riprese la professione di medico senza però abbandonare l’impegno politico. Ricoprì la carica di consigliere comunale per Unità Popolare, per il Partito socialista e per il PSIUP. La sua attività di pubblicista comprende pubblicazioni scientifiche, di storia della medicina e scritti politici. Se l’interesse per i libri antichi lo accompagnò fin dagli anni giovanili, la sua passione per Stendhal sbocciò più tardi, probabilmente nel 1940, quando trovò un prezioso esemplare delle Vies de Haydn, de Mozart et de Métastase di Stendhal corredato da sue annotazioni autografe. Nel 1941 durante l’internamento nel campo di Sforzacosta «accompagna alla lettura di alcuni testi di Stendhal, quella di numerose opere – soprattutto memorie o resoconti di viaggio – di autori contemporanei a Stendhal che avevano avuto con lui contatti anche fuggevoli, o di personaggi del passato a cui Stendhal fa riferimento nei suoi scritti.» [M. Coen, Bruno Pincherle, cit., ed. 1995, p. 100; ed. 2008, p. 135]. Fu un frequentatore assiduo di librerie e di bancarelle. A Trieste fu amico di Umberto Saba e nella sua libreria trovò un luogo privilegiato per le sue ricerche. Il risultato più significativo delle letture di quegli anni fu la prima edizione italiana di Roma, Napoli e Firenze nel 1817 di Stendhal (Bompiani, 1943) tradotta e commentata da Bruno Maffi e Ferrante Palla, pseudonimo stendhaliano di Bruno Pincherle costretto, per ragioni politico-razziali, a pubblicare sotto falso nome. L’opera, con il suo ricco apparato di note, suscitò l'ammirazione di Elio Vittorini e accreditò Bruno Pincherle tra gli intellettuali italiani e stranieri che si occuparono, nel corso del secolo scorso, dello scrittore francese. La passione per Stendhal non lo abbandonò mai: scrisse numerosi saggi, a lui si devono importanti scoperte sfuggite alle ricerche degli studiosi, e partecipò a convegni internazionali. Il frutto di questa passione fu l’importante biblioteca, composta da libri e periodici di interesse e argomento stendhaliano, affiancata da un corpus di lettere e di documenti d’epoca sempre dedicati allo scrittore francese. Il suo percorso di studioso trovò un adeguato sbocco nella raccolta di saggi pubblicati nel volume In compagnia di Stendhal (1967) e poi, uscito postumo, in Piazzetta Stendhal 1, Trieste (1968).


Bibliografia essenziale

Stendhal, Roma Napoli e Firenze nel 1817, traduzione, prefazione e note a cura di Bruno Maffi e Ferrante Palla [Bruno Pincherle], Milano, Bompiani, 1943, poi Milano, Tascabili Bompiani, 1977; B. Pincherle, Non mollare, in “Nuova repubblica”, 15 settembre 1957, p. 2; B. Pincherle, In compagnia di Stendhal, Milano, All’Insegna del pesce d’oro, 1967; B. Pincherle, Piazzetta Stendhal 1 Trieste. Note stendhaliane raccolte da Vanni Scheiwiller. Prefazione di Stelio Crise, Milano, All’Insegna del pesce d’oro, 1968.
Per la bibliografia sugli scritti di storia della medicina, di pediatria e di interesse politico si rimanda a Miriam Coen, Bruno Pincherle, Trieste, Comunicarte, 2008, pp. 244-252.


Fonti biografiche

Giordano Sivini, Prima dell’8 settembre. Un’intervista inedita con Bruno Pincherle, in “Il Ponte”, n. 5, 31 maggio 1969, pp. 657-669; Georges Jessula, La dernière lettre de Bruno Pincherle, in “Stendhal Club”, n. 123, 15 avril 1989, pp. 233-234; Miriam Coen, Bruno Pincherle, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1995; Monica Rebeschini, Bruno Pincherle interventi e scritti politici. Con un’introduzione di Enzo Collotti, Trieste, piazzetta stendhal, 1, 2004; Federica Scrimin, Un dottore tutto matto, sulla testa un gatto. Bruno Pincherle: storia e storie di un pediatra con i disegni di Bruno Pincherle, Trieste, editoriale Scienza, 2004; Miriam Coen, Bruno Pincherle, Trieste, Comunicarte, 2008; Roberto Costa Longeri, Bruno Pincherle oggi a quarant’anni dalla morte. [Prefazione di Cristina Benussi], Empoli, Ibiskos editrice Risolo, 2008; Monica Rebeschini, La Trieste di Pincherle. Cultura e impegno civile di un intellettuale di frontiera, Trieste, Comunicarte, 2008; Rudj Gorian, Bruno Pincherle gli scritti e la biblioteca di storia della medicina, Trieste, Piazzetta Stendhal, 1, 2009.
Per la bibliografia su B. Pincherle si rimanda a Gian Franco Grechi, Il Centro Stendhaliano alla Biblioteca Comunale di Milano, Milano, Biblioteca Comunale, 1999, pp. 85-94.


Storia e composizione del Fondo

Per esaudire le ultime volontà testamentarie del fratello Bruno, che volle destinare ad una istituzione la sua biblioteca stendhaliana, Gino Pincherle (1905-1983) accolse il suggerimento dell’editore Vanni Scheiwiller (1934-1999) di farne dono alla Biblioteca Comunale di Milano, per affiancare il Fondo Bucci (vedi Fondo Stendhaliano Bucci) acquisito in quel periodo dal Comune di Milano.
Il 2 luglio del 1970 il Sindaco di Milano, Aldo Aniasi (1921-2005), in una lettera indirizzata a Gino, ne auspica la realizzazione. Iniziarono ufficialmente le trattative per la cessione della Raccolta che si conclusero con l’atto di donazione sottoscritto il 16 giugno 1976 e con l’arrivo a Milano, nel 1977, dei documenti stendhaliani.
La “Pincherliana” è costituita dalla biblioteca, dalla collezione di autografi, dall’archivio stendhaliano di Bruno e da materiale iconografico.
La biblioteca (2758 libri e periodici) si suddivide in edizioni di opere di Stendhal – alcune con sue postille autografe - e in una vasta bibliografia sullo scrittore francese, sulle sue opere e suoi interessi, su persone ed avvenimenti a lui legati.
La collezione è formata da manoscritti, lettere, documenti d’epoca (150 pezzi) e da un cimelio, tutti di interesse stendhaliano, acquistati nel corso degli anni.
L’archivio comprende i dattiloscritti dei saggi di argomento stendhaliano (abbozzi e stesure definitive) e alcune copie dsattiloscritte degli interventi tenuti da Pincherle al Consiglio comunale di Trieste; il suo carteggio (300 lettere), importante testimonianza dei rapporti intercorsi con gli studiosi italiani e stranieri che hanno contribuito alla storia della critica stendhaliana nel corso del Novecento; la bibliografia in cui sono confluiti i ritagli di giornale e i fascicoli di riviste (263 articoli e saggi) dedicati a Stendhal; infine la sezione iconografica (22 pezzi) con stampe, disegni, riproduzioni fotografiche e la copia, realizzata da Bruna Beltrame Pincherle (1908-1965), del ritratto ad olio del console Marie-Henri Beyle eseguito a Roma, tra la fine del 1835 e l’inizio del 1836, dal pittore Silvestro Valeri (1814-1902).
Nel tempo seguirono due integrazioni: nel 1984 Renzo Pincherle (1949-1994), nipote di Bruno e figlio di Gino, donò alcuni libri e materiale bibliografico vario, mentre nel 2002 Laura Safred regalò 19 lettere dell’epistolario stendhaliano di Bruno.
Il materiale è conservato in 36 raccoglitori.


[Segnatura del Fondo: MSS RSP]


Bibliografia

Gian Franco Grechi, Le Fonds Pincherle, in “Stendhal Club”, n. 76, 15 juillet 1977, p. 358; Elvio Guagnini, Una vita vissuta in compagnia di Stendhal. Milano rende omaggio al triestino Bruno Pincherle e ne “adotta” la ricca biblioteca, in “Il Piccolo”, 14 marzo 1982, p. 3; Gian Franco Grechi, La «Certosa» in regalo. Bruno Pincherle e l’amatissimo Stendhal, in “Il Piccolo”, 21 luglio 1984, p. 3; Lo stendhalesco dottor Pincherle, a cura di Giulia Chiesa, Milano, Biblioteca Comunale, 1984; Gian Franco Grechi, “Il servizio stendhaliano” di Bruno Pincherle, in “Metodi e Ricerche”, n. 2, luglio-dicembre 1985, pp. 18-27; Gian Franco Grechi, Uno stendhaliano triestino: Bruno Pincherle, in Atti del Congresso del quindicennale “Trieste e la Francia”, Trieste, 7-10 novembre 1984, a cura di Ortensia Ruggiero, Gabriella Casa, Gianfranco Battisti, Trieste, Ed. “Italo Svevo”, 1986, pp. 91-97; In vacanza a Milano. Guide e testimonianze di viaggiatori tra Settecento e Ottocento. Dal testo al computer. A cura di Aurora Scotti Tosini, Milano, Biblioteca Comunale, 1994; Gian Franco Grechi, Raccolta Stendhaliana Pincherle, in G.F. Grechi, Il Centro Stendhaliano alla Biblioteca Comunale di Milano, cit., pp. 75-94; François Michel, Cher Monsieur … Corrispondenza stendhaliana con Bruno Pincherle, a cura di Luca Geronutti, traduzione di Tatiana Testoni, Milano, Libri Scheiwiller, 2003; Enza Biagini, Notes en marge de la critique italienne à la réception de ‘Rome Naples et Florence en 1817’, in “Comparatistica. Annuario italiano”, 2005, pp. 97-105; A. Bottacin, Prosper Mérimée - Vincenzo Salvagnoli. Carteggio inedito (1859-1860), in “Studi Comparatistici”, a. II, fasc. I, gennaio-giugno 2009, p. 130; Annalisa Bottacin, Une nouvelle lettre inédite de Prosper Mérimée à Vincenzo Salvagnoli, provenant de la “Raccolta Stendhaliana Pincherle” de Milan, in “Studi comparatistici”, a. II, fasc. II, luglio-dicembre 2009, pp. 357-381.